Archivio mensile:ottobre 2012

Khanimambo Tatana!

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Gesú é principio e fine della missione. É lui che ci invia, é lui che annunciamo lungo il cammino ed é da lui che dobbiamo tornare ogni sera, per ringraziarlo e stare con lui.
La missione quindi é sua, noi siamo suoi collaboratori per la costruzione del suo Regno.
E se avessimo la tentazione di pensare che i frutti del nostro annuncio e delle nostre opere dipendono da noi e sono nostri, allora non é piú la missione del Signore che stiamo vivendo.
Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesú tutto quello che avevano fatto” (Lc 9,10). Li possiamo immaginare questi discepoli, carichi di entusiasmo e segnati dalla fatica, che tornati a casa cercano il loro maestro per condividere con lui tutto quello che hanno vissuto. Sanno che da lui viene tutta la loro forza. “Allora Gesú li prese con sé e si ritiró” (Lc 9,11). É il momento dell’intimitá con lui, il momento del ristoro dell’anima e del ringraziamento, per poter ricominciare una nuova missione il giorno dopo.

Caro Gesù,
come ogni sera è l’ora di tornare a te, di stare con te in disparte e riposarci fra le tue braccia.
Abbiamo tanto da raccontarti, proprio come facevano i tuoi discepoli quando eri fra loro. Ti raccontiamo tutti gli incontri che abbiamo fatto, i lamenti di sofferenza che abbiamo ascoltato in silenzio, le preoccupazioni che ci hanno assorbito il cuore e i pensieri, ti raccontiamo ogni piccola gioia quotidiana vissuta.
E ti ringraziamo, perché in tutto questo tu eri presente e se teniamo gli occhi aperti possiamo leggere i segni chiari del tuo passaggio.
Ti ringraziamo perché anche nella fatica ci lasci la tua forza, e quando siamo deboli, insicuri, preoccupati, inadeguati, ci accompagni per mano fino a farci accettare quello che siamo.
E allora la nostra debolezza si trasforma in condivisione con tutti i deboli che incontriamo.
Insegnaci Signore a ringraziarti sempre, quando stiamo bene e anche quando le cose non vanno come vorremmo.
E liberaci ogni volta che non sappiamo dire grazie, ogni volta che non sappiamo riconoscere in te e nei fratelli il bene che riempie le nostre giornate.
Fa´che possiamo imparare da questo popolo mozambicano la capacitá di ringraziare. Questo popolo che ha trovato tante parole diverse per dire grazie nella propria lingua, mentre noi ne abbiamo solo una e facciamo fatica a pronunciarla.
Ti offriamo stasera Signore la loro capacitá di ringraziarti e di incontrarti in ogni cosa. E quando ti ringraziano, tutto il corpo esprime gioia, i canti e i balli manifestano la bellezza di stare alla tua presenza. E ballano anche quando il corpo é ormai curvo per la vecchiaia e le fatiche di una vita, anche quando sanno che tornando a casa avranno poco da mangiare, anche quando la malattia li sta consumando.
Stasera Signore ci vogliamo unire alla loro preghiera, nella loro lingua, in uno dei canti piú belli che animano le nostre liturgie. Perché il tuo nome sia amato e lodato nei secoli dei secoli. Amen

Rit.: Ndza ku khensa Nkulukumba wanga
leswi u nga ndzi vitana
a makari ka swivumbiwa
ndzi tava mutireli waku.

Rit: Ti ringrazio mio Dio
perché mi hai chiamato
fra tutte le creature
io saró tuo servo.

Mine Hosi a ndzi famba ka munyama lo’wukulu
Ndzi nga yi voni ndlela
Kambe Wene hi wumbilu byaku, u te:
Buya, ndzi ku komba ndlela.

Io Signore camminavo in una grande oscuritá
e non vedevo la strada,
ma tu nella tua misericordia mi hai detto:
vieni, ti mostreró il cammino.

Mine Hosi a ndro tshama ni kondla mavoko
Ndzi lavisela vambeni
Kambe Wene hi wumbilu byaku, u te:
Buya, a ntirhu hi lowu.

Io Signore sedevo a braccia incrociate
e aspettavo gli altri,
ma tu nella tua misericordia mi hai detto:
Vieni, questo é il tuo lavoro.

Mine Hosi a ndzi hanya ni nga tivi ku fakaza
Ni ku: a ndzi tivi ntxumu.
Kambe Wene hi wumbilu byaku, u te:
Buya, ndzi ku komba a rhitu.

Io Signore vivevo senza saper testimoniare,
dicevo: non so niente.
Ma tu nella tua misericordia mi hai detto:
Vieni, ti mostro la Parola.

Mine Hosi a ndro hanya na ndzi nga kongoti,
Ku kongota a ndzi swi koti,
Kambe Wena hi wumbilu byaku, u te:
Buya, hi bula xikanwe.

Io Signore vivevo senza pregare,
pregare non mi riesce,
ma tu nella tua misericordia mi hai detto:
Vieni, parliamo insieme.

Mine Hosi a ndzi nga swi koti a ku khensa,
Ni ku: ndzi ta khensa yini?
Kambe Wene hi wumbilu byaku, u te:
Buya, a timpswalu hi leti.  

Io Signore non riuscivo a ringraziare,
dicevo: ringraziare per cosa?
Ma tu nella tua misericordia mi hai detto:
Vieni, questi sono i doni che hai ricevuto.

Até Amanhã
Giulia e Luca
Giulia e Fabio

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