Archivio mensile:febbraio 2013

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Armindo ed IsmaeleCiao cari amici!
è passato tanto tempo dall’ultimo post e ce ne vergogniamo, ma così possiamo dirvi che lavoriamo sodo e non abbiamo molto tempo libero! ahahahah altrimenti non potremmo essere dei missionari credibili, no?!

Questi due mesi passati “da soli” (l’altra famiglia è in Italia fino a fine febbraio), sono stati molto impegnativi, ma anche fondamentali, possiamo dire!
Ci siamo sentiti a volte dispersi, a volte particolarmente nostalgici, ci siamo sentiti trascinare dall’onda di questo “mare nero” che ti risucchia verso la loro cultura per conoscerla meglio, ma che poi ti rimanda a riva capovolgendoti di nuovo nel tuo mondo occidentale, perché ti rendi conto che non la capirai mai a pieno e che tutto questo è inevitabile!
Ma ci siamo sentiti anche coccolati da questo popolo che ha uno spirito di accoglienza fuori dalle nostre prospettive, hanno saputo capirci e aiutarci sempre in ogni occasione!

Lo stare soli ci ha obbligati anche ad assumere delle responsabilità che fino ad ora erano solo di Giulia e Luca (noi ancora poco esperti), ci ha fatto entrare più a fondo nella vita della parrocchia, la gente ci considera ormai parte di loro, non più degli estranei (come inevitabilmente ti senti i primi tempi!).
Quindi per questo ci sentiamo di ringraziare Giulia e Luca che hanno creduto in noi e sono partiti serenamente per la loro vacanza. (Bravi, bravi, ma ora tornateee!!)

Ora cerchiamo di raccontarvi i 2 mesi…

Sono iniziate le attività pastorali, quindi abbiamo fatto il nostro ingresso ufficiale nell’animazione delle coppie e dei giovani.

–    Giovani: Solo 4 delle 8 comunità ha una partecipazione attiva dei giovani e quest’anno ci concentreremo su di loro. Io Giulia andrò una volta al mese in ogni comunità dove aprirò un argomento che poi loro dovranno elaborare e discuterne durante il mese. I temi che tratteremo quest’anno li hanno scelti loro perché volevo che l’occasione di ritrovarsi fosse sfruttata per trattare temi sociali importanti a cui tenevano particolarmente o che di solito in casa sono tabù. Tra genitori e figli non c’è molto dialogo e sono molti gli argomenti “di difficile dialogo”, soprattutto sulla sessualità e questo porta anche ad essere molto “ignoranti in materia”. Così abbiamo iniziato subito a parlare dell’Amore. Superata la fase “imbarazzo” il dialogo parte all’impazzata ed è molto bello e coinvolgente!

–    Coppie: con questa pastorale cerchiamo di trattare temi come: l’amore sano di una famiglia (è ancora molto presente la poligamia), la crescita dei figli, come essere testimoni dell’amore di Dio come famiglia, come aprirsi al bisogno del prossimo. È molto stimolante ed è bello scoprire quanto diventa importante anche per noi due. Purtroppo la partecipazione non è alta perché la maggior parte delle coppie sono divise a causa del lavoro (il marito è in Africa del Sud), ma nonostante tutto… ne vale la pena!

–    Corso di Formazione Biblica: con gli altri dell’equipe missionaria ci siamo divisi le comunità in cui faremo un corso di introduzione alla Bibbia in 7 incontri. A noi sono toccate Mbenguelene e Manchiana. La prima è una delle due comunità che si trova all’interno del “mato” ed è proprio quella in cui Fabio ha debuttato con la sua prima omelia, che coincidenza. La seconda invece è la Comunità Nostra Signora di Lourdes (e per chi conosce bene Fabio sa cosa vuol dire!!!!) e possiamo dire che è in quella fase di crescita che ancora la sta portando alla ricerca dei suoi punti fermi. Per quanto riguarda il corso siamo ancora al primo incontro per entrambe e l’elemento necessario da prendere in considerazione è che non si possono adattare ricette già preconfezionate, ma per ognuna è necessario stabilire un percorso che si adatti bene a quelle che sono le prospettive, le conoscenze “bibliche” e le esigenze delle persone che ti trovi di fronte. Può essere che lo schema adottato per una comunità non abbia la stessa valenza per l’altra. Quindi, lo sforzo creativo in questo impegno è molto alto.

–    Per quanto riguarda invece l’altra attività in cui siamo impegnati in prima persona, cioè Giustizia e Pace, è in programma per la metà di Marzo.

Chiaramente queste sono le “nostre” attività principali, ma restiamo comunque coinvolti in tutte le altre attività e dinamiche e ogni giorni di più i nostri occhi si aprono e la nostra mente si interroga su possibili passaggi futuri.

Parlando di noi…
Giulia sta bene, lei e la salute, per fortuna, non si separano!
Questa settimana ha iniziato il corso di cucito con 3 donne del posto molto volenterose di imparare. Qui, saper cucire è molto importante e potrebbe essere un bello sbocco nel mondo del lavoro, intanto iniziano, poi chissà, si apriranno delle porte nuove!

Fabio è appena uscito da una bella malaria, dico “bella” perchè l’ha presa proprio forte! Di solito in tre giorni si riesce a curare, ma la sua non voleva separarsi da lui e per 10 giorni lo ha tartassato! Ci siamo un po’ spaventati, ma alla fine ha vinto Fabio e la malaria si è arresa!

Ismaele sta bene, ha iniziato l’asilo ed è felicissimo, aveva proprio bisogno di stare con i bambini! Ormai posso dire che parla, una mistura di lingue, ma… parla! Anche lui sta facendo i suoi piccoli passi in questo popolo e devo ammettere che gli piace molto! È proprio a suo agio e superata la vergogna iniziale, si lancia a capofitto!

Prima dei saluti vi vogliamo dedicare una storia, è quella di un “ragazzo” che da un mese e mezzo fa praticamente “parte di noi”! Ha deciso di lasciarsi aiutare ed è finita “aiutando” lui a noi! Soprattutto durante la malaria di Fabio, lui non lo sa, ma è stato fondamentale per noi!

Si chiama Armindo è un “ragazzo” di 38 anni di Beira (centro del Mozambico). All’età di 12 anni è stato rapito dalla Renamo (uno dei due partiti, contrapposto alla Frelimo, che combatteva la guerra civile in quel tempo) mentre era a scuola e da quella data non ha più rivisto la sua famiglia. Non abbiamo ben capito cosa gli facessero fare, se era un bambino soldato o altro, l’unica cosa che ci ha detto è che lo mandavano per le case a chiedere cibo per i suoi capi, non certo in una maniera pacifica. Dopo vari anni ha conosciuto un “Padrão” di Taninga , che gli aveva promesso di portarlo a Manhiça per un vero lavoro, invece nel ’90 arriva a Taninga e viene praticamente sfruttato e maltrattato dallo stesso signore. Lavorava sodo e quando arrivava il giorno di paga erano botte forti se si permetteva a chiedergli lo stipendio.
Tanti anni sono trascorsi così e un giorno è stato anche mandato in galera accusato ingiustamente di aver rubato un’arma… appena il “padrone” ha scoperto che in realtà non era stato lui (dopo vari mesi di maltrattamento passati in carcere) è andato a scagionarlo e gli ha offerto una bibita e 1 euro per farsi perdonare…(si può?).

Insomma, adesso è qualche anno che è riuscito ad uscire dalle grinfie del padrone, ma è diventato l’ubriacone di Taninga. Va di casa in casa, fa un piccolo lavoretto e lo pagano con un bicchiere di Ton Ton Ton (bibita tradizionale altamente alcolica). La sua casa non è degna di questo nome, il bagno non ce l’ha, è proprio in condizioni drastiche.
Veniva spesso alla missione per chiedere da mangiare e noi (e i missionari prima di noi) cercavamo di aiutarlo non solo nel mangiare, ma proprio ad uscire da questa situazione. Il dargli solo da mangiare era un po’ alimentare il suo vivere così… era come dire: “ ubriacati pure 24 ore su 24 che noi poi ti diamo da mangiare!”. Il nostro messaggio voleva essere un altro, cioè quello di aiutarlo ad uscire da quella situazione o perlomeno a provarci. Quindi inizialmente siamo stati duri con lui, nel senso che se continuava a fare come voleva, da noi non riceveva niente… Con il tempo abbiamo pensato che non poteva funzionare, oramai aveva scelto di passare il resto della sua vita così.
Quando poi un giorno ci fa vedere una grossa ferita al piede, aveva un  taglio sotto l’alluce e gli stava quasi cadendo. Gli si è gonfiato tutto il piede, poi la gamba fino ad arrivare al bacino. Non c’era versi di convincerlo ad andare all’ospedale. Fino a che la paura ha preso il sopravvento accettando di venire con noi al “pronto soccorso” (1 mese e mezzo fa) dove gli hanno prescritto l’antibiotico. Questa è stata la scusa per venire sempre a casa nostra, perché noi ci eravamo impegnati a garantirgli colazione, pranzo e cena se lui non si fosse ubriacato. Sorprendendoci incredibilmente, è venuto tutta la settimana passando la mattinata a lavorare da noi, e il resto della giornata libero per Taninga senza bere!
Finita la cura, gli abbiamo proposto di continuare a lavorare da noi la mattina, garantendogli i pasti, e lo stipendio. Tutto questo a due condizioni: che lo stipendio lo tenessimo noi e che raggiunta una certa somma gli avremmo costruito una casa e un bagno, e che non andasse a bere.

Ad oggi è passato un mese e mezzo e Armindo continua a venire tutti i giorni a lavorare, se necessario resta anche fino a sera. Di solito la sera un bicchiere se lo beve, ma che farci…
Durante la malaria di Fabio restava tutta la giornata e si rendeva utile e disponibile in ogni cosa. Che dire, alla fine di questa storia vi possiamo confermare di avere una amico in più!   Chiaramente Ismaele l’aveva capito fin da subito, dandogli confidenza come a nessun altro!
Oggi Armindo ha anche un bagno, grazie al gruppo giovani che sabato si è dato disponibile per costruirlo.
Per tutto questo dobbiamo ringraziare il Signore perché ancora una volta ci ha dimostrato che chiunque, in qualunque situazione si trovi, ha la possibilità di rinascere a nuova vita.

Questo è stato anche il mese delle “inaspettate” dimissioni di Benedetto XVI. Anche qui in Mozambico il dibattito si è acceso e pure noi stiamo cercando di fare la nostra parte contribuendo al dibattito nelle nostre comunità. Secondo noi è una scelta rivoluzionaria tanto quanto il Concilio Vaticano II e produrrà nel tempo i suoi effetti positivi. Intanto ci sentiamo di appoggiarla pienamente e ringraziare B16 per tutto quello che ha fatto fino ad oggi, ma soprattutto per questo grande gesto di umiltà. Grazie Papa!

Concludiamo con il pensiero rivolto a Fabrizio Pioli, un nostro caro amico scomparso un un anno fa (il 23 febbraio), a causa di una relazione “da altri non accettata”, il cui corpo non è stato ancora ritrovato.
Allora caro amico, famba kwatsi, li dove gli occhi dell’anima incrociano quelli dell’Onnipotente.

Até Amanhã
i100inrete

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