Archivio mensile:settembre 2013

Un anno dopo… e dopo 1 ora di fila per il DIRE!

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IMG_6779Anche se speravate di non leggere più niente di noi… eccoci di nuovo a rubarvi un po’ del vostro tempo!!!

Stiamo tirando le somme del 1° anno (e poco più!) passato in Mozambico e vi vogliamo rendere partecipi!
È stato un anno ricco di tante emozioni contrastanti. Inizialmente la gioia dell’essere qui, l’entusiasmo nell’iniziare una “nuova vita”, le tante amicizie che nascono, la gente che sa accoglierti, amarti… Poi la quotidianità ti porta anche a vedere e a vivere cose più difficili, come la mancanza della famiglia anche come supporto psicologico, le differenze culturali che a volte sono tali da renderne difficile la comprensione, la lingua che si rivela sempre più complicata (ahahahah!), i pochi momenti di confronto alla “pari”, con altri missionari… tutto questo ovviamente unito alla gioia iniziale, che naturalmente ci accompagna sempre!

Detto questo, immaginiamo sia inutile dire che per noi l’anno sia volato!!!

Ma ora scendiamo nei dettagli…

Con l’altra famiglia (Giulia, Luca e figli), c’è una bella sintonia, che possiamo ormai chiamare Amicizia. Le differenze tra noi ci sono, ma riusciamo sempre a ricavarne il meglio e far si che siano ricchezze per la fraternità. Il poter contare sempre su di loro ha aiutato ad ambientarci, ad inserirci e a creare un bel clima! Stiamo proprio bene con loro!

Con i giovani, le attività continuano e non possiamo lamentarci! Sono 4 gruppi molto diversi tra loro, ma piano piano stiamo trovando la strada giusta per camminare insieme e soprattutto, sulla stessa strada!! Riesco a vederli (io, Giulia) una volta al mese a turno e 3 volte l’anno tutti insieme per un ritiro. Mi piace molto lavorare con loro, hanno tanta voglia di crescere, soprattutto nella fede!

Con le coppie e le famiglie abbiamo dovuto cambiare il programma fatto all’inizio dell’anno, perché si è rivelato poco “utile”. Così abbiamo deciso di metterci a disposizione di una comunità al mese (in tutto sono 8), partecipando ai nuclei (gruppi di vangelo), dove approfitteremo per fare un momento di formazione, poi andando a visitare le famiglie in casa. È molto stimolante e bello, ci porta a creare rapporti più solidi e a sviluppare atteggiamenti e valori, in Italia ormai persi, come il senso dell’accoglienza.

È bello vedere, quando entri in una casa, qualcuno che subito ti porta una sedia o una stuoia per sederti, non ti saluta, e va a prepararsi per riceverti. Al suo ritorno iniziano i saluti. In un primo momento possiamo pensare che siano molto maleducati, ma poi ti accorgi che la loro prima preoccupazione è stata quella di metterti comodo, e soprattutto un modo per dirti “non andare via subito, siediti e parliamo un po’!!”. Poi non manca mai qualcosa da mangiare e se per caso non hanno niente di preparato cercano qualcosa nell’orto da darti. Tutti questi atteggiamenti, ci fanno pensare, riflettere, discutere. Sappiamo che è cultura, tradizione, ma per noi è anche amore, e vogliamo imparare ad amare così tutti indistintamente, noi che in Italia apriamo a malapena la porta di casa e facciamo entrare solo chi vogliamo e chi non ci fa paura…

Il Corso biblico cammina al ritmo dei passi di chi lo frequenta. Puoi fare tutti i programmi che vuoi, ma per fortuna la realtà è sempre più ricca di quello che immaginavi. L’idea era di finire in sette incontri, ma al quinto si è ancora all’Esodo! La rilettura dell’Esodo, per Fabio personalmente, e per le due comunità che sta seguendo con il corso è davvero molto interessante: Entrare, Uscire, Rinascere! Fabio la mette a confronto con questa esperienza di vita missionaria che stiamo facendo qui in Mozambico, le comunità con la realtà tradizionale che ogni giorno vivono: Gesù davvero ci fa ogni giorno una proposta di vita alla quale la nostra reazione “non può essere tiepida”.

Giustizia e Pace come vi abbiamo già detto ha subito assunto contorni molto interessanti e gli incontri si sono via via moltiplicati. Adesso siamo nella fase in cui due degli argomenti discussi sono nella fase dell’agire: un opuscolo sul “Tráfico de Crianças” da distribuire nelle comunità e quindi nelle località e scuole; un pezzo teatrale (in cantiere) relativo alla violenza psicologica e fisica sulle donne. Il tema della pace, particolarmente caldo in questo inizio d’estate mozambicana, anche per l’approssimarsi delle elezioni amministrative (novembre 2013), è argomento discusso e pregato in tutte le occasioni di incontro e confronto.

Il corso di cucito ha “subìto” una pausa!! Con gli aiuti ricevuti dall’arrivo di Desi (ringraziamo di nuovo tutti!!!), abbiamo pensato di costruire una casetta proprio per il corso, prima veniva fatto in casa nostra, ma non era sufficientemente grande! Appena sarà pronta potremmo riprendere le lezioni (aggiunta dell’ultima ora: il corso è ripreso, proprio in questi minuti – 09.30 – anche se la casetta ancora non è pronta!). Tramite Desi abbiamo mandato del materiale fatto a mano (grembiuli, astucci, beauty…) da vendere e il ricavato lo useremo per comprare tre macchine da cucire, per ora ce n’è una. Per questo corso c’è molta richiesta, come dicevo nei blog passati, saper cucire è proprio una ricchezza, per questo pensavamo di poter aumentare le macchine. A presto le foto!!!…

Negli ultimi mesi abbiamo avuto anche la gioia di accogliere persone che hanno voluto condividere con noi alcuni giorni!

Inizialmente due professoresse italiane e poco dopo una coppia anch’essa italiana. Sono venuti volontari per un mese a Maputo e sono passati da noi per un fine settimana. Sono delle visite corte, ma che danno la possibilità a loro di conoscere nuove realtà, e a noi per fermarci e confrontarci un po’!!!

Il 26 Luglio è arrivata la mamma di Giulia, Desi, dopo 12 anni che non toccava il suolo mozambicano!!! È venuta per trovarci, per vedere il nipotino, ma soprattutto è venuta per concludere un capitolo della sua vita rimasto aperto nel 2001: salutare la comunità di Chibututuine dove ha vissuto per 3 anni e mezzo. Abbiamo pianto, riso, mangiato, ballato, passeggiato, riposato, lavorato… non ci siamo fatti mancare niente! Ce la siamo goduta in pieno. Ci ha ricaricato e ha colmato la nostalgia!
Grazie nonna Desi!

Il 26 agosto sono arrivati anche la mamma di Fabio (Maria), il fratello (Mimmo) e Don GianLuca (missionario in Mozambico per 9 anni, attualmente in Italia). Sono stati giorni intensi, pieni di domande da parte nostra, per sapere la salute di tutti e le tante novità successe in questo anno e domande da parte loro per capire meglio il senso del nostro vivere qui… Per Maria e Mimmo era la prima volta in Africa e penso sia stato molto emozionante, è stato bello per noi poter mostrare la nostra quotidianità e chiarire tanti dubbi e tante perplessità. Speriamo che siano partiti sereni sapendoci felici e soprattutto in salute!!!
Grazie nonna Maria e zio Mimmo!

Don GianLuca è venuto come “supervisore” della fraternità, ma soprattutto come amico. Con la sua DSC01347tranquillità e il suo sorriso sempre presente ci ha saputo ascoltare, consigliare e perché no, anche sopportare!!! Ma lui ormai è abituato! La parrocchia di Chibututuine è stata felicissima di riaverlo tra loro anche solo per una messa e l’ha accolto con canti, balli, fiori… ha dato tanto a questo popolo e loro non si scordano mai di ringraziarlo!
Grazie GianLuca!!

E veniamo al piccolo di famiglia, Ismaele: chi vuole sapere qualcosa di quanto cresce in età, sapienza, grazia e… birbanteria chieda a Desi, Maria, Mimmo o don Gianluca, ve ne racconteranno di tutti i colori! A parte gli scherzi, le sue attività procedono alla grande e anche lui con i suoi tempi e i suoi modi contribuisce a rendere viva e forte questa nostra esperienza. Chiaramente le sue giornate sono vissute quasi esclusivamente all’aria aperta. La partecipazione all’asilo continua e assume sempre più spessore. A suo modo parla e fa una mistura fra italiano, portoghese e changana. Un esempio? Per dire che una cosa è sua, non dice “mia”, ma “tua” (sarà l’altruismo? mah!! lui poi se la tiene lo stesso!), ma quando lo deve dire in changana lo azzecca, allora dice: “mina”, che significa “io”! Beh, che dire, prima o poi imparerà a parlare per bene, si spera, almeno una lingua. Adesso canta pure: l’altra Domenica, a Messa, lui era fuori con altri due suoi colleghi dell’asilo, ad un certo punto è partito un canto e anche loro, da fuori e a modo loro seguivano, ma la cosa buffa è che appena terminato il canto, nel silenzio totale, si sentivano loro da fuori continuare a squarciagola (sarà il loro modo di partecipare? ahahah).

Ci sarebbe tantissimo da dire, ma vi vogliamo lasciare con un po’ di curiosità e non stancarvi ulteriormente con questo “papello” di 3 pagine.

Vi salutiamo dicendovi che giusto ieri – lunedì 16 – abbiamo rinnovato il nostro diritto di residenza qui per un altro anno.

Con questo vi abbracciamo forte tutti e speriamo di riuscire a riscrivervi presto.

Até Amanhã o anche Hi ta vonana!
i100inrete

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