Perché il Mozambico continui… in Pace!

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IMG_6568Tante volte abbiamo rimandato questo post, ma non per mancanza di tempo o voglia, ma solo per la speranza di non dover raccontare che probabilmente il periodo di Pace che i  Mozambicani conoscono da più di 20 anni è forse davvero in pericolo.

Il culmine di un periodo di alta tensione politica (?), è stato l’attacco (pesantemente armato) – 21 ottobre – e la conseguente occupazione, da parte delle Forze Armate Mozambicane e delle Forze Speciali, del quartier generale della RENAMO, a Sadjundjira, nel distretto di Gorongosa, provincia di Sofala, dove da circa un anno il suo leader, Afonso Dlakhama, si era rifugiato.
è una situazione delicata che dura da più di un anno e che negli ultimi tempi ha subìto un escalation importante con attacchi mortali da entrambe le parti (FRELIMO e RENAMO, le stesse della Guerra Civile dei 16 anni, conclusasi con gli Accordi di Roma, del 1992) e il blocco di un tratto della EN1, l’unica strada nazionale che collega questo Paese da Nord a Sud.

Non vogliamo entrare nel merito delle colpe e di chi è la causa di questo grave periodo di insicurezza – gli incontri fra le due parti che si sono succeduti negli ultimi mesi sono sembrati più un dialogo tra sordi (ciechi e muti!) che un vero tentativo di pacificazione.
Come non mai, quello che appare all’orizzonte sembra un conflitto fra una minoranza all’interno dei due partiti – uno al potere, FRELIMO, l’altro all’opposizione, RENAMO – che purtroppo, nonostante gli accordi di pace, non ha mai smesso di giocare col fuoco della guerra. Il proverbio che più si sente in questi giorni è che “quando due elefanti lottano, chi ne soffre è sempre l’erba”. Due minoranze che stanno trascinando un intero paese nel baratro di quell’insicurezza che rischia di riportare le lancette del tempo indietro di 20 anni e le cui conseguenze saranno duramente pagate da quella popolazione che questa guerra proprio non la vuole e non la sostiene. Proprio la forza con cui la gente ripudia la guerra ed invoca la pace in ogni gesto o incontro di vita quotidiana è ciò che ci da la speranza che questo conflitto possa essere ancora fermato prima che si trasformi in una nuova tragedia fra le tante che già stanno seminando morte e distruzione in molte parti del mondo.

Il periodo pre-elettorale – tra un mese, 20 novembre, ci saranno le elezioni autarchiche, le Amministrative in Italia – è certamente un momento che non aiuta a stemperare le tensioni, ma allo stesso tempo può essere l’occasione perché tutte le anime politiche mozambicane (non esistono solo FRELIMO e RENAMO), con l’aiuto della società civile e delle varie confessioni religiose aiutino il semplice cittadino a fermare questo conflitto “in pectore”.

Per quanto riguarda noi, per ora assistiamo fisicamente da lontano all’evolversi della situazione, nel senso che gli attacchi e la tensione sono concentrate nella zona Nord del paese dove il partito RENAMO ha un seguito maggiore. Noi viviamo a Sud, nella provincia di Maputo. Siamo preoccupati certo, sarebbe da ipocriti affermare il contrario. Per noi stessi certo, ma soprattutto per chi qui ha tutta la propria vita. Come missionari e stranieri restiamo sempre dei privilegiati, in qualunque momento se la situazione dovesse precipitare possiamo sempre scegliere di rientrare in Italia con la sicurezza che certo non verremmo mandati indietro. Che dire invece di tanti la cui unica via di fuga è il “mato” o la montagna e che se dovessero tentare la speranza in un paese straniero rischierebbero – a causa dell’egoismo umano – di subire la stessa sorte di quanti vedono svanire la loro salvezza nelle profonde acque di fronte alle “italiche coste”.

Abbiamo più volte tentennato a scrivere questo post perché non è questa l’Africa che ci piace raccontarvi. L’Africa non è guerra, corruzione, morte. L’Africa è accoglienza, speranza, vita. E siccome crediamo nella forza della preghiera che è comunione, solidarietà, “con-passione”, abbiamo deciso di scrivervi perché il Mozambico e i Mozambicani possano trovare spazio nei vostri pensieri, affinché quello che è il timore di un possibile conflitto si possa trasformare in speranza di pace!

Até Amanhã!
i100inrete

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Informazioni su il Missionario digitale

Padre e Marito, con la passione per la solidarietà, la politica, il WEB ed il calcio. La mia esperienza più importante? Gli ultimi anni vissuti da Missionario in Mozambico insieme a mia moglie Giulia e mio figlio Ismaele ed in fraternità con i Cresti. Adesso? Missionario digitale e la fraternità che continua...

Una risposta »

  1. Cari amici, Dio vi protegga e vi benedica. Farò conoscere tramite Missio Famiglie questo vostro appello…per non sentirvi soli e sentirci uniti nella preghiera. Mauro

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